sabato 22 maggio 2010

Cimitero delle Fontanelle Napoli

Storia


Il 1656, anno della peste che decimò la popolazione napoletana, è da considerarsi l'anno di nascita del cimitero delle fontanelle: troppi erano i morti e nelle chiese, dove all'epoca si usava seppellire i defunti, non c'erano posti. Si decise, quindi, di riporre le spoglie all'interno di cave.

Dal 1656 per 2 secoli le cave sono state utilizzate come cimitero, in particolar modo nel 1836 anno del colera.

Per molti anni la cava contenete i morti rimase inutilizzata, finchè nel 1872 Don Gaetano Barbati, parroco della vicina chiesa di Materdei, decise di risistemare le salme nella maniera in cui oggi possiamo ammirarle.

I defunti del cimitero delle fontanelle sono tutti anonimi, tranne due scheletri: quello di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni morta il 5 ottobre 1795; entrambi riposano in bare protetti da vetri.

Tradizione

Dal 1969 al 2010 il Cimitero delle Fontanelle è rimasto chiuso, salvo eccezionali aperture. Ma perchè?

Nel 1969 fu l'allora Cardinale di Napoli, Corrado Ursi, ne decretò la chiusura per l'eccessiva paganità del culto. Quale culto? Quello delle anime pezzentelle.

Chi visita oggi il cimitero vedrà che, mentre molti teschi sono accatastati all'aperto, altri sono chiusi in teche (spesso di fortuna) con nome e data. Questo perchè era in uso a Napoli il culto delle anime del purgatorio (anime pezzentelle): chi aveva bisogno di una grazia (ma anche solo di numeri al lotto), "adottava" un teschio e se ne prendeva cura con preghiere e attenzioni. Se la grazia arrivava, veniva costruita una teca di ringraziamento, altrimenti veniva abbandonato e sostituito da un teschio nuovo.

Leggende

Sicuramente il teschio più famoso del cimitero è quello del Capitano.

Molte sono le storie che si narrano circa il Capitanio, ma la più quotata dice che una giovane donna che era in procinto di sposarsi, portò il fidanzato a "conoscere" il Capitano. Giunto nella cava a cospetto del teschio, il fidanzato buggerò l'anima e quasi sfidandola la invitò al suo matrimonio.

Il giorno delle nozze si presentò al ricevimento uno strano invitato che nessuno conosceva: era il Capitano. Dopo la presentazione il Capitano aprì la sua divisa, e invece di un corpo d'uomo, apparvero solo le ossa dello scheletro. Alla vista di quella scena, i due novelli sposi morirono sul colpo, e la leggenda vuole che siano conservati ancora oggi nella prima stanza del Cimitero delle Fontanelle sotto la statua di Gaetano Barbati.

Altro personaggio storico del cimitero è "Il Monacone". Accanto a lui fanno la loro comparsa gli unici scheletri interi ben visibili all'interno del Cimitero delle Fontanelle. Sono "I nobili", giunti fino ad oggi intatti e ben vestiti, e che in vita erano Filippo Carafa, Conte di Cerreto e di Maddaloni e la sua consorte Margherita.

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Il cimitero è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17.
Chiuso il mercoledì.
Ingresso libero
Sabato e domenica visite guidate gratuite ore 10-11-12

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